• Olearia & Vinicola Villese
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Itinerario religioso

Lanciano - Miracolo Eucaristico

Il Miracolo Eucaristico di Lanciano è il più antico di cui si abbia notizia, essendo avvenuto secondo la tradizione intorno all'anno 700. Il prodigio in questione accadde nella piccola Chiesa dei Santi Legonziano e Domiziano, a Lanciano, ed ebbe come protagonista un monaco basiliano, discepolo di San Basilio. Costui, mentre stava celebrando la Santa Messa secondo il rito latino, dubitò della presenza di Cristo nell’eucarestia quando, improvvisamente, sotto i suoi occhi e quelli dell’intera assemblea dei fedeli, l’Ostia Magna ed il vino si mutarono, rispettivamente, in carne ed in sangue; quest’ultimo, in breve tempo, andò incontro ad un processo di coagulazione da cui risultarono cinque sassolini di forma e dimensioni differenti, caratterizzati da una colorazione giallo-marrone interrotta solo da qualche punteggiatura biancastra.

Le reliquie del miracolo, oggi conservate nella basilica di San Francesco, sono state sottoposte ad indagine scientifica nell'inverno 1970-71 e nel 1981: gli esami hanno determinato che l'ostia è costituita da vera carne umana, precisamente da tessuto miocardico, e il sangue è vero sangue umano di gruppo AB ( lo stesso della Sindone).

Dal 1923 la carne miracolosa viene conservata tra due vetri nella raggiera di un ostensorio rotondeggiante posto all’estremità superiore di un reliquiario in argento, realizzato nel 1713, mentre i cinque coaguli sono custoditi all’interno di un calice di vetro provvisto di coperchio e situato ai piedi del reliquiario, tra due angeli oranti.

Miracolo Eucaristico

Fossacesia – Abbazia di San Giovanni in Venere

La splendida Abbazia di San Giovanni in Venere è stata fondata dai monaci nell'VII secolo sulle rovine di un tempio pagano dedicato a Venere e ricostruita nel 1015 da Trasmondo II, conte di Chieti. Il complesso si erge maestoso a pochi chilometri dal paese, su un promontorio disseminato di uliveti. La chiesa, che presenta triplice abside e decorazioni a losanga di origine normanna, assunse forme cistercensi con lavori di ampliamento iniziati nel 1165. Il meraviglioso portale marmoreo della facciata, detto "della Luna", è ricco di ornati e particolari sculture di derivazione pugliese e risale al XIII secolo; in basso, si vede il sepolcro scolpito dell'Abate Oderisio II, dei primi del '200, che fu cardinale e resse il Monastero per quasi cinquant'anni. I portali dei due fianchi, più semplici e risalenti al 1204 circa, sono opera di Maestro Alessandro. Il solenne  interno basilicale ha tre navate divise da possenti archi ogivali e una cripta, le cui volte sono sorrette dalle colonne del tempio preesistente. Nel catino delle absidi laterali si possono ammirare affreschi del XII e del XIV secolo.

La sua lunga storia, la purezza delle linee e la bellezza dell'incontaminato panorama circostante fanno dell’Abbazia di San Giovanni in Venere uno dei simboli storico-religiosi più importanti d'Abruzzo e un eccezionale luogo di meditazione.

Abbazia San Giovanni in Venere

Torino di Sangro – Chiesa di San Salvatore

Non è possibile stabilire con esattezza l’epoca in cui la chiesa di San Salvatore venne costruita. Le prime notizie si fanno risalire al 1302 da un documento in cui la chiesa viene nominata tra quelle soggette alle badie di Santo Stefano e di Arabona.

Si pensa che la prima costruzione risulti di data più antica. La chiesa è di stile Barocco, ma la omogeneità della costruzione, tutta in mattoni, fa pensare all’architettura della seconda metà del cinquecento. La Chiesa ebbe, probabilmente all’inizio, modeste dimensioni e nel corso degli anni, subì rifacimenti e ampliamenti. Restauri di una certa entità si ebbero nel 1848 e 1849 dall’arciprete don Alessio Tessitore, il quale rialzò la navata centrale, abbellita di ornati a stucco, costruì la cappella intitolata alla Madonna del Rosario e quella della Madonna del Carmine, restaurò gli altari della Maddalena e di Sant’Antonio Abate, rinnovò il pavimento e fece eseguire nel 1857 da De Benedictis di Guardiagrele le pitture della volta. Nel 1894 il sindaco del tempo Gaetano Priori fece eseguire i lavori che consisterono nella rinnovazione delle porte della facciata, dell’altare maggiore, del pavimento e del palco dell’organo. La chiesa fu riaperta al culto il 26.11.1908. Altri lavori di restauro furono eseguiti nel 1955 e nel 1998.

Chiesa di San Salvatore

Villalfonsina – Chiesa della Madonna del Buon Consiglio

Immersa tra i colori di un giardino rigoglioso si può ammirare la chiesetta della Madonna del Buon Consiglio, piccola e semplice, rifatta di recente con mattoni nuovi e uniformi.

La storia narra che la notte dell’ 8 novembre 1899, la Vergine SS. del Buon Consiglio apparve in sogno a Carmine Pace, contadino umile ed onesto, mosso da un amore sincero per la Madre Santissima. La Madonna gli indicò un luogo tra le colline villesi, caratterizzato da una grossa pietra posta sotto una quercia, dove era sepolta una sua immagine e lo pregò di rinvenirla. Appena sveglio, con il cuore in sussulto, Carmine andò nel sito indicatogli in sogno dalla Vergine, trovò la pietra e corse al paese per raccontare ai suoi compagni quanto accaduto, ma nessuno gli credette. Trascorsi due mesi la Vergine apparve di nuovo in sogno al contadino, quasi per ricordargli l’esecuzione dei suoi comandi. Carmine provò di nuovo a raccontare l’accaduto ai suoi amici ma nessuno lo ascoltò. Passarono appena 8 giorni e la Madonna apparve ancora in sogno a Carmine per dirgli di avere fede perché tutti crederanno alla voce dei suoi prodigi, e che una tempesta sarà il segnale della sua manifestazione. La Madonna apparve in sogno anche ad altre persone e si sparse così tanto la voce che centinaia di pellegrini accorsero sul luogo segnalato cantando le lodi a Maria. Il 23 maggio 1900 Carmine e molti suoi compaesani con una croce e un quadro della Maria SS. del Buon Consiglio andarono in processione dal paese alla valle indicata per procedere allo scavo. Il lavoro durò diversi giorni, ma il 28 maggio, sul far della sera, il cielo divenne fosco, il vento fischiava forte e il rombo dei tuoni diventava assordante. Cominciò un forte temporale, ma nessuno si mosse, memori delle parole della vergine, che si sarebbe manifestata in un giorno di tempesta. Finita la tempesta era ormai notte e i devoti tornarono alle proprie case; ma il giorno dopo tutti tornarono allo scavo e vi trovarono una sorgente d’acqua. Fino al 31 maggio i pellegrinaggi si intensificarono in quanto tutti volevano assaporare l’acqua della sorgente ritenendola prodigiosa, solo perché scaturita dal luogo scelto dalla Vergine. Finalmente il 1 giugno, la Madonna del Buon Consiglio apparve a fior d’acqua ad un centinaio di persone che con slancio di fede, diffusero la notizia nei paesi vicini. Nel punto dell’apparizione su costruito un pozzo, ampio, molto profondo e con una scalinata interna dallo stile orientale.

Ogni anno la sera del 31 maggio una comunità di fedeli si raccoglie nella piazza principale di Villalfonsina, Piazza Roma, per accompagnare la Madonna del Buon Consiglio, posta su un carro addobbato di fiori, nel luogo della sua apparizione, dove viene celebrata una messa all’aperto. Il 1 giugno, dopo una messa pomeridiana, la processione riporta la statua in paese.

Casalbordino – Basilica Minore Madonna dei Miracoli

La Basilica della Madonna dei Miracoli trae la sua origine dall'apparizione della Beata Vergine Maria a un fedele di Pollutri di nome Alessandro Muzio, avvenuta l'11 giugno 1576. Nel pomeriggio del 10 giugno 1576 una tempesta si era scatenata su tutto il territorio di Casalbordino, procurando danni irreparabili a tutta l'agricoltura. Il giorno dopo, Alessandro si avviò mesto e rassegnato al Pian del Lago, dove aveva una coltivazione di grano, per constatare la rovina. Giunto al luogo dove ora sorge la basilica gli apparve la Vergine avvolta in una luce vivissima. La Madonna gli disse che il suo campo non aveva subito alcun danno e gli passo un messaggio dal cielo sul dovere della santificazione della Sua Festa. Riconosciuta l'autenticità dell'apparizione, fu subito eretta una piccola cappella a ricordo dell'avvenimento, al quale fecero seguito pellegrinaggi e numerosi miracoli tali da fare invocare Maria SS. come Madre dei Miracoli.

Successivamente la primitiva cappella subì ampliamenti fino a quando nel 1824 si iniziò l'erezione della Chiesa a croce greca progettata dall'architetto Torresi. Nel 1925 il santuario su affidato ai monaci benedettini che iniziarono la costruzione del monastero attiguo.  Le dimensioni della Chiesa non erano più sufficienti a soddisfare le esigenze di culto per l'incremento dei devoti e si costruì l'attuale santuario, consacrato l'11 agosto 1962. L'Effige posta sull'altare maggiore è l'immagine autentica dipinta subito dopo l'apparizione. Nell'ottobre 1994 vennero ultimati i lavori di sistemazione della cripta dove si accede direttamente al luogo dell'apparizione. Ogni anno, l’11 giugno, la basilica è meta di pellegrinaggi che hanno anche attirato l’attenzione di grandi artisti come Gabriele D'Annunzio che ne "Il Trionfo della Morte" descrisse il grande fervore religioso del pellegrinaggio al santuario, e Francesco Paolo Michetti che ne ha tratto ispirazione per la sua tela "Gli Storpi".

Basilica Minore Madonna dei Miracoli

Vasto – La Sacra Spina

Conservata nella Chiesa di Santa Maria Maggiore, la reliquia della Sacra Spina è di particolare interesse perché si ricollega alla Corona di spine che la tradizione riconduce alla passione di Cristo. Corona recuperata e poi donata da S. Luigi alla Cattedrale di Notre Dame di Parigi. Nel corso dei secoli furono tolte non poche spine per essere donate a Chiese e Santuari per ragioni meritorie particolari, come Pisa, Roma, Vicenza, ecc. Il privilegio della donazione toccò anche alla Chiesa di Santa Maria Maggiore di Vasto. La Sacra Spina è legata direttamente alla famiglia d'Avalos e, in modo particolare, a Ferrante Francesco II d'Avalos che, in coincidenza con il Concilio Ecumenico Tridentino (1545-1563), quale delegato del re di Spagna Filippo II, ebbe in dono la Spina con bolla del Pontefice Pio IV che ne certificava la donazione straordinaria.

La bolla papale, purtroppo, andò distrutta in un incendio divampato nella notte del 14-15 giugno 1645. Miracolosamente, la Sacra Spina rimase indenne grazie alla temerarietà di uno schiavo turco che, sfidando coraggiosamente le fiamme, riuscì a raggiungere la nicchia, ove era custodita, e a portarla in salvo, ricevendone come premio la libertà. Tale evento, ritenuto prodigioso, è raffigurato nella grande tela ad olio del 1857, situata sulla volta della navata centrale ed eseguita dal vastese Andrea Marchesani. La festa della Sacra Spina, venerata dai fedeli con immutato fervore e dedizione, si celebra il venerdì santo, giorno in cui la reliquia viene portata in solenne processione per le vie della città.

Sacra Spina

 

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